I rain garden sono un’alternativa sostenibile per gestire l’acqua piovana, ridurre il rischio di allagamenti e migliorare la qualità dell’ambiente urbano.
I rain garden sono sistemi di drenaggio naturale che combinano estetica e funzionalità, contribuendo a ridurre l’impatto dell’acqua piovana sugli ambienti urbani e naturali. Negli ultimi anni, le città si trovano sempre più spesso a dover affrontare problematiche legate alla gestione delle acque meteoriche. L’incremento delle superfici impermeabili, come asfalto e cemento, ostacola l’infiltrazione naturale dell’acqua piovana nel terreno, causando allagamenti e sovraccarico delle reti fognarie.
Oltre alla loro funzione di gestione idrica, i rain garden offrono anche vantaggi ecologici, migliorando la biodiversità e il paesaggio urbano. Questi sistemi non solo favoriscono l’assorbimento dell’acqua, ma la purificano, trattenendo sedimenti e inquinanti prima che l’acqua filtri nel suolo o venga reindirizzata verso corsi d’acqua naturali. Ma vediamo nel dettaglio come funzionano e quali sono gli esempi più interessanti finora.
Cos’è un rain garden e come funziona

Come si legge nel rapporto dell’IPCC “Changes in Climate Extremes and their Impacts on the Natural Physical Environment”, entro il 2100 si assisterà a un aumento dell’intensità delle precipitazioni estreme dall’8-20% su scala globale. Una soluzione di cui si fa sempre più uso sono i rain garden.
Cosa sono i rain garden? Si tratta di giardini pluviali progettati per raccogliere, filtrare e assorbire l’acqua piovana, prevenendo ristagni e migliorando la qualità delle acque reflue. Ideati per la prima volta negli Stati Uniti negli anni ’90, sono strutture vegetate con piante ornamentali a elevata permeabilità. Queste strutture di bioritenzione, generalmente posizionate in zone leggermente ribassate o dotate di depressione, sono composte da piante e substrati filtranti in grado di trattenere e depurare l’acqua prima che essa raggiunga le falde acquifere.
Il funzionamento del rain garden è semplice: l’acqua piovana viene convogliata all’interno del giardino tramite scivoli, canalette o griglie di drenaggio. Una volta dentro, l’acqua attraversa uno strato di terriccio filtrante e radici vegetali, che trattengono i sedimenti e assorbono sostanze inquinanti come metalli pesanti e oli. Questo processo contribuisce alla rigenerazione delle risorse idriche, mantenendo un equilibrio tra il ciclo dell’acqua e l’ambiente.
Un rain garden ben progettato può ridurre il deflusso superficiale fino al 90% e del 30% la concentrazione di agenti inquinanti nel sistema idrico, prevenendo allagamenti e riducendo la pressione sulle reti fognarie cittadine.
Differenza tra rain garden, aiuola filtrante e bacino di laminazione
I rain garden fanno parte delle infrastrutture verdi progettate per migliorare la gestione dell’acqua piovana, ma è importante distinguerli da altre soluzioni simili. Un’aiuola filtrante per esempio è una soluzione simile ai rain garden, ma progettata specificamente per il filtraggio delle acque meteoriche attraverso piante e substrati altamente drenanti. Le aiuole filtranti spesso sono integrate in contesti urbani per migliorare la qualità dell’acqua prima del suo rilascio nei sistemi fognari.
Ma si può ricorrere anche a un bacino di laminazione, una struttura più ampia, destinata a trattenere temporaneamente grandi quantità di acqua piovana, evitando inondazioni e riducendo il rischio di sovraccarico delle fognature. I bacini di laminazione sono tipicamente utilizzati in aree suburbane e industriali.
Mentre i bacini di laminazione sono ideali per la gestione di eventi meteorici estremi, i rain garden offrono una soluzione più flessibile e adattabile agli ambienti urbani, oltre a un impatto estetico ed ecologico positivo.
I vantaggi ambientali e urbani dei rain garden
L’implementazione dei rain garden porta numerosi benefici sia all’ambiente che alla vita urbana. Le piante nei rain garden svolgono un ruolo cruciale nel miglioramento della qualità dell’aria e nel supporto alla biodiversità, attirando insetti impollinatori e piccoli animali.
Ecco quindi alcuni dei principali vantaggi:
- Riduzione dell’inquinamento: le piante e il substrato filtrano sostanze inquinanti come metalli pesanti, fertilizzanti e oli prima che raggiungano i corsi d’acqua naturali.
- Mitigazione dell’effetto isola di calore: le superfici verdi contribuiscono ad abbassare la temperatura dell’ambiente urbano, riducendo il riscaldamento provocato dall’asfalto e dal cemento.
- Maggiore biodiversità: la presenza di piante e suolo naturale crea habitat favorevoli per insetti e piccoli animali, migliorando la salute degli ecosistemi locali.
- Risparmio idrico: i rain garden favoriscono l’assorbimento dell’acqua nel terreno, riducendo la necessità di irrigazione artificiale.
- Migliore gestione delle acque meteoriche: riducendo il deflusso superficiale, si prevengono allagamenti e sovraccarichi delle fognature.
- Miglioramento del design urbano: i rain garden possono arricchire esteticamente l’arredo verde urbano e dei giardini privati.
Come progettare un rain garden
Realizzare un rain garden efficace richiede una progettazione attenta e mirata. Il design di un rain garden deve tenere conto di vari fattori, tra cui la scelta del sito, la selezione di piante adatte e l’inserimento di strati filtranti che favoriscano il drenaggio. Ci sono due tipologie principali: i modelli sotto-drenati (under-drained), con tubazioni per il drenaggio collegate direttamente alla rete fognaria e membrane impermeabilizzanti per isolare il sistema dal suolo sottostante (ideali in caso di falda superficiale o di elevate concentrazioni di inquinanti); i modelli autosufficienti (self-contained), progettati per favorire l’infiltrazione naturale dell’acqua nel terreno, contribuendo alla ricarica della falda acquifera.
Vediamo quindi in linea generale alcuni passaggi fondamentali per la realizzazione di un rain garden:
- Individuazione del sito: scegliere un’area leggermente ribassata dove l’acqua possa accumularsi naturalmente.
- Analisi del terreno: il suolo deve essere sufficientemente drenante per favorire l’assorbimento dell’acqua. I rain garden autosufficienti, per garantire un’efficace gestione delle acque meteoriche, dovrebbero essere realizzati in aree con un’elevata capacità di drenaggio, pari ad almeno 13 mm/h.
- Calcolo dell’intensità delle precipitazioni: la profondità del rain garden dipende anche dall’acqua meteorica che dovrà accogliere, filtrare e assorbire.
- Selezione delle piante: le specie devono essere resistenti all’alternanza tra periodi di siccità e di forte umidità. Alcuni esempi includono felci, iris, carex e graminacee.
- Strati filtranti: inserire substrati filtranti composti da ghiaia, sabbia e terreno organico per garantire un drenaggio efficace.
- Manutenzione: anche se i rain garden richiedono poca manutenzione, è importante monitorare la crescita delle piante e la qualità del suolo.
Esempi di rain garden in Italia e in Europa
Negli ultimi anni, i rain garden in Italia e in altre parti d’Europa stanno diventando sempre più diffusi come strumenti di mitigazione ambientale. In Italia tra le regioni più attive ci sono Lombardia ed Emilia Romagna. Un esempio celebre è il Parco 8 marzo a Milano, nel quartiere di Porta Vittoria, con la sua aria verde di oltre 28.000 metri quadrati. L’Urban Wetland di Trento è un altro esempio importante, con il suo sistema di fitodepurazione integrato nelle aree a giardino.
In Europa la città più all’avanguardia è Londra, che ha mappato le iniziative di drenaggio urbano e invita i cittadini a creane di proprie. A Copenaghen, nel parco Hans Tavsense Korsgade l’acqua piovana in eccesso raccolta dai rain gardens viene indirizzata nei laghi della città e contribuisce così all’irrigazione e al miglioramento del microclima. Esempi importanti nel resto del mondo sono i 450 rain gardens posizionati ad Adelaide in Australia, per soli 30.000 abitanti. Ma ricordiamo che questi si possono realizzare facilmente su scala minore anche in giardini privati, parcheggi o aiuole spartitraffico.
Grazie alla loro capacità di coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità, i giardini pluviali rappresentano una soluzione innovativa per le città del futuro. La loro diffusione potrebbe contribuire significativamente alla riduzione degli impatti negativi delle piogge intense, promuovendo una gestione più naturale e resiliente delle risorse idriche.